DBT per adulti

DBT PER ADULTI

La Dialectical Behavior Therapy (DBT) è un trattamento cognitivo comportamentale che è stato
originariamente sviluppato da Marsha M. Linehan, professore di Psicologia Clinica presso la
Washington University di Seattle (USA), per il trattamento di persone con diagnosi di disturbo
borderline di personalità (DBP) e con comportamenti cronicamente suicidari ed è oggi riconosciuto
come il trattamento psicologico gold standard per questa popolazione.
La rabbia, il cambiare in modo repentino l’umore e le proprie opinioni, una difficoltà a gestire le
proprie emozioni e le relazioni con gli altri, l’impulsività, sono tutti aspetti su cui la Dialectical
Behavior Therapy agisce.
 
Come si struttura?
La DBT per adulti si struttura in:
  • Psicoterapia individuale: Terapeuta e paziente lavorano seguendo una gerarchia di obiettivi
    comportamentali, ponendo al primo posto i comportamenti suicidari e autolesivi, per poi
    passare ai comportamenti interferenti con la terapia, alle problematiche sulla qualità di vita e
    infine al miglioramento globale della vita del pazient
  • Gruppo di skills training: ha cadenza settimanale e durata di due ore. Il gruppo ha l’obiettivo
    di lavorare su specifiche abilità e insegnare competenze che il paziente allena e mette in
    pratica durante la settimana. A tal fine il conduttore, affiancato da un co-conduttore, utilizza
    gli homework settimanali e i role-playing in terapia. Il trattamento di gruppo si svolge in
  • Coaching telefonico: volto a fornire al paziente un sostegno telefonico. Ciascun paziente
    può chiamare il suo coach durante la settimana, per riuscire ad affrontare e regolare
    momenti critici.

Quali capacità vengono apprese durante il percorso?
La DBT pone particolare enfasi sulla sintesi tra accettazione e cambiamento, avvalendosi di
4 specifici gruppi di abilità che vengono insegnati durante i gruppi di skills training:

  • Mindfulness: per imparare a essere consapevoli, nel momento presente, delle proprie
    esperienze interne e azioni;
  • Tolleranza della sofferenza: per tollerare il dolore senza far peggiorare le cose mettendo in
    atto tentativi di soluzione disfunzionali;
  • Regolazione emotiva: per modificare le emozioni intense (come tristezza, rabbia, angoscia,
    ecc.);
  • Efficacia interpersonale: per comunicare ciò che si desidera mantenendo il rispetto verso se
    stessi e verso gli altri.

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Domande Frequenti

Qui la risposta della prima domanda.

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