Omicidio della piccola Fortuna, ergastolo per Caputo

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Fortuna Loffredo in una foto tratta da Facebook.

Raimondo Caputo, detto Titò, è stato condannato all’ergastolo dalla quinta sezione della Corte d’Assise per l’omicidio di Fortuna Loffredo (‘Chicca’), la bimba di sei anni, morta il 24 giugno del 2014 dopo essere stata scaraventata dall’ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano. Caputo era accusato anche di aver abusato sessualmente della stessa Chicca e di due delle tre figlie minori della ex compagna, Mariana Fabozzi; quest’ultima, imputata per non aver impedito gli abusi, è stata condannata a 10 anni.

Giustizia è fatta, giustizia è fatta“, dice piangendo Mimma Guardato dopo che il giudice Alfonso Barbarano, presidente della Quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli, ha letto il dispositivo della sentenza. “Oggi l’assassino di mia figlia – prosegue la Guardato – ha un nome e un volto, ma anche io avrò sempre una condanna da scontare, perché nessuno mi ridarà Chicca“.

Dieci anni sono stati inflitti anche alla vicina di casa di Mimma, quella Mariana Fabozzi indagata dalla Procura di Napoli anche per la morte del figlioletto di tre anni Antonio Giglio, morto nelle stesse circostanze di Chicca – cadendo da una finestra di un altro edificio di Parco Verde – ma un anno prima, il 27 aprile del 2013.

Non si è scomposto Raimondo Caputo detto Titò. Da dietro le sbarre della cella ubicata in aula, Caputo, parlando al suo legale Paolino Bonavita, si è detto sereno. “Possono darmi anche dieci ergastoli – ha proseguito – ma so di essere innocente”. Per il legale di Titò, “la sentenza ha voluto dare un nome all’assassino di Fortuna, ma ribadisco che Caputo non ha ucciso la bambina. Vedremo in appello”

 

Fonte: ansa.it, repubblica.it

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