Disturbo Post Traumatico

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ansia bambini 2Il DPTS è causato da un evento traumatico di natura estrema. Determinanti sono sia la natura oggettiva dell’evento che la modalità soggettiva con cui è interpretato. È un disturbo internalizzante accompagnato da ansia e da intorpidimento emozionale di origine traumatica. Può essere di tipo acuto, cronico o ad esordio ritardato con comportamenti di evitamento disfunzionali. Le manifestazioni e i disturbi associati sono eterogenei e dipendenti dalla gravità, dalla durata e dalla prossimità all’evento traumatico. post_bambiniIl disturbo si può manifestare a qualsiasi età e senza alcuna condizione predisponente. Secondi i criteri del DSM IV i sintomi iniziano solitamente nei primi tre mesi dopo il trauma; oltre i sei si parla di esordio ritardato. La durata del disturbo può essere superiore ad un mese; può essere acuto o cronico se inferiore o superiore ai tre mesi. La pervasività del disturbo è caratterizzata dalla presenza di pensieri intrusivi e ripetitivi. Le intrusioni non sono volontarie; esse possono essere pensieri, immagini o entrambi, sebbene le immagini sembrano essere più comuni dei pensieri. Il disturbo si caratterizza per una compromissione sul piano sociale, emotivo e cognitivo.
Terr, negli anni Ottanta,osservò che i bambini hanno manifestazioni uniche rispetto agli adulti. Solitamente questi risperimentano l’evento traumatico attraverso un gioco ripetitivo anziché attraverso i flashback e manifestano un comportamento regressivo caratterizzato dalla perdita d’abilità precedentemente acquisite. A questo potrebbe aggiungersi la diminuzione sulle aspettative del futuro come la carriera lavorativa e la costituzione della famiglia.

Assessment e trattamento

La valutazione clinica delle reazioni da stress traumatico nell’infanzia dipende da un appropriato colloquio con i genitori con i bambini. È fondamentale indagare sui pensieri e sulle sensazioni nei vari momenti del trauma, e stimare i livelli di ansia e di depressione. il trattamento è differenziato in relazione all’età del soggetto, alle abilità cognitive, al sostegno da parte delle figure parentali, alla chiarificazione e alla rielaborazione verbale dell’evento. È importante favorire l’espressione emotiva, i pensieri la rielaborazione attraverso il gioco e il disegno soprattutto nei bambini piccoli. Se si tratta di adolescenti è preferibile favorire la ristrutturazione dei beliefs rispetto a se stessi, all’idea del mondo, degli altri e dell’evento traumatico. Laddove è possibile si deve intervenire inoltre sull’ambiente, offrendo stabilità e sicurezza.

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