Disturbo Ossessivo Compulsivo

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ansia bambini 2Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) in età evolutiva è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni: le ossessioni consistono in idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e/o persistenti che insorgono improvvisamente nella mente del soggetto e che vengono percepiti come intrusivi, fastidiosi e privi di senso. Le compulsioni sono definite come atti mentali (es. contare, pregare, ripetere parole) o comportamentali (es. controllare, pulire, ordinare) ripetitivi, messi in atto in risposta ad un’ossessione secondo regole precise, allo scopo di neutralizzare e/o prevenire un disagio e una situazione temuta. Sia le ossessioni che le compulsioni devono essere presenti per più giorni per almeno due settimane di seguito, ed essere fonte di sofferenza o interferenza con le normali attività del soggetto.
doc_bambiniGli studi epidemiologici evidenziano che il disturbo nei bambini è molto frequente ed indicano un’incidenza di 1 su 200. L’età media d’esordio è indicata ai 10, 2 anni; i maschi tendono ad avere un’età di esordio più precoce rispetto alle femmine. Il DOC si trova spesso associato ad altri disturbi psicopatologici come i disturbi d’ansia, del comportamento e dell’apprendimento, inoltre, presenta un’elevata comorbilità con i disturbi ticcosi e la sindrome di Gilles de la Tourette.
Le interazioni familiari assumono un ruolo rilevante quando sono caratterizzate da un atteggiamento autoritario dei genitori che appaiono freddi, distaccati, anaffettivi e lo stile educativo è ipercritico e perfezionistico; al bambino sono poste continue richieste di eseguire compiti inadeguati all’età; l’educazione può definirsi complessivamente rigida e severa e può spiegare la tendenza a temere esageratamente le colpe per irresponsabilità.

Assessment e trattamento
L’assessment prevede setting differenziati per i genitori e per il bambino. Dopo aver costruito il percorso evolutivo si procede alla: a) ristrutturazione dello stile educativo per favorire verso il bambino prevedibilità e coerenza, oltre che allentare le rigide regole educative, e modulare le tensioni affettive da parte delle figure di attaccamento; b) alla chiarificazione del significato del sintomo e del suo scopo. È utile insegnare strategie comportamentali di rinforzo verso il bambino per aumentare il livello di autostima di quest’ultimo e contribuire a modificare l’idea di accettazione di sé ed il concetto di amabilità. Inoltre, è necessario facilitare l’espressione ed il riconoscimento nel bambino di sentimenti ed emozioni e fornire, contemporaneamente, supporto emotivo anche ai genitori.

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